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La tartaruga che all'Elba ha sfidato l'occupazione totale delle spiagge

Miracolo all'Elba: a Marina di campo una tartaruga Caretta (Caretta caretta) ha deposto le uova sulla spiaggia facendosi strada tra gli ombrelloni.

La sera del 20 giugno 2017 il custode dello stabilimento balneare Da Sergio e Paglicce; ha notato verso le 4 di notte che cadevano onbrelloni e venivano spostate sedie a sdraio lungo la spiaggia sabbiosa tutta occupata da strutture balneari. Avvicinatosi la scoperta: a far cadere le strutture balneari e ad abbattere gli ombrelloni era una enorme tartaruga marina che avanzava per cercare un posto libero dove scavare un foro nella sabbia e deporre le uova. Venivano avvertitito il proprietario dello stabilimento e l'Acquario dell'Elba e di seguito le Autorità competenti.

Scattava così l'operazione salvataggio del nido. Il Parco posizionava una telecamera per sorvegliare che nessun disturbatore si avvicinasse e Legambiente metteva a disposizione i propri volontari per fare sorveglianza e arginare l'afflusso di curiosi al nido sepolto. E' stato aperto un corridoio tra gli ombrelloni e posizionata una rete oscurante attorno e sopra il nido. Dopo 52 giorni (il tempo necessario per la schiusa delle uova di questa specie varia da 45 a 60 giorni) nella notte del 12 agosto alle 9,30 come ipotizzato da Umberto Mazzantini responsabile isole minori di Legambiente e da Cecilia Mancusi di Arpat (Agenzia regionale di protezione ambientale) le prime tartarughine (50 per la precisione) sono uscite dalla sabbia e subito si sono dirette verso il mare seguite con cura dai volontari dotati di lampade a luce infrarossa che illumina ma non provoca disturbo. Poi nei giorni successivi, in una seconda e terza tornata sono uscite la altre per un totale 103 tartarughine.

Da questo evento straordinario di una tartaruga che ad ogni costo cerca di riprodursi dove vi sono baie adatte e spiagge sabbiose anche se completamente occupate dalla presenza umana, dovrebbero derivare scelte di tutela delle nostre coste che purtroppo non si intravedono. Ma la proposta di Natour biowatching è semplice. Come in Corsica dove, in forza anche della legge francese Loi du littoral, gli spazi naturali con dune di sabbia coesistono con le esigenze dei bagnanti, le nostre spiagge non dovrebbero essere occupate da sdraio e ombrelloni al 100% dello spazio disponibile. Diciamo che basterebbe occuparne un 70% lasciando il resto 30% ai Gigli di mare e alle Caretta caretta!

Sarebbe un segnale di civiltà e di pianificazione ecosostenibile in cui far convivere le esigenze economiche locali ,il turismo balneare e la conservazione della natura.

Tartarughe 3
Tartarughe 2
Tartarughe 4
Tartarughe 1
Tartarughe 5