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Biowatching sul Balcone

La natura fa parte di noi. Così in profondità, che spesso non riusciamo nemmeno a vederla...

Ci possono volere anni prima di accorgerci che sugli alberi davanti a casa c’è un’intera comunità di piccoli abitanti o avventori che volteggiano incessantemente fra i rami. A me è capitato di abitare in un appartamento al secondo piano che ha a poca distanza quattro abeti rossi, di almeno una trentina d’anni, che offrono riparo, cibo e ristoro a diverse specie. Sono serviti un po’ di anni e l’incontro con Natour Biowatching per dotarmi di quello spirito di osservazione che mi ha regalato, per così dire, degli animali “domestici” un po’ alternativi. In inverno gli uccelli hanno poco cibo a disposizione, così è bastata l’idea di supportarli collocando una piccola mangiatoia a prova di colombi: in pochissimo tempo sono arrivate le curiose cinciarelle, le coraggiose cinciallegre e la socievole cincia mora.

Immancabile nei nostri inverni, si è presentato con la sua spiccata territorialità anche il pettirosso. Di ognuno è possibile osservare il comportamento motorio e il livello di confidenza: acrobatiche e fulminee le cince, terricolo e circospetto il pettirosso. I codibugnoli, sempre almeno in due o comunque in piccoli gruppi; il picchio muratore, talvolta in coppia, talvolta solitario. È facile osservarlo mentre procede a testa in giù in verticale lungo il tronco, nel suo continuo lavorio col lungo becco al di sotto della corteccia in cerca di larve. Ancora, coppie di ghiandaie, e un giorno il piccolissimo regolo, ben nascosto fra i rami, appena visibile per quella sua strisciolina gialla sul capo.

Con la neve sono arrivate 5 coppie di fringuelli: voli incessanti da un ramo all’altro, mai interessati alla mangiatoia. L’ospite preferito però è una femmina di picchio rosso maggiore, così diffidente, ma evidentemente attratta dal rifornimento extra di briciole avanzate dal panettone. Occasionali ospiti di passaggio, una capinera e un verzellino, richiamati forse dal continuo viavai intorno alla mangiatoia. E una volta passato l’inverno con questi piccoli insegnanti, è come avere fatto un lungo allenamento. Abbiamo imparato molto sul loro comportamento, la loro socialità e i gusti alimentari: è il momento di uscire e osservare in ambiente naturale, imparando, ogni volta, qualcosa di nuovo.

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