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VELENI AUTUNNALI: INCONTRO CON BELLEZZE FATALI

Ma attenzione perché, in un momento in cui è un po’ di moda nutrirsi anche di erbe selvatiche, non bisogna mai dimenticare che molte piante sono tossiche e in taluni casi anche mortali. 

Anche nei giorni della tarda estate e in autunno possiamo incontrare lungo i nostri percorsi di biowatching splendide fioriture e lucenti bacche. Ma attenzione perché, in un momento in cui è un po’ di moda nutrirsi anche di erbe selvatiche, non bisogna mai dimenticare che molte piante sono tossiche e in taluni casi anche mortali. Per esempio è possibile scambiare un Colchico per uno Zafferano (Crocus) e farsi conquistare a prima vista da una Belladonna

COLCHICI E ZAFFERANI (CROCUS)

Il Colchico, unico genere della famiglia delle Colchicacee, è estremamente tossico e già una piccolissima dose può essere fatale. Per la sua somiglianza con i Crocus è chiamato anche Zafferano matto e del resto la sua ingestione provoca, tra l’altro, diarrea ematica, delirio e paralisi ascendente. Il principio attivo tossico è l’alcaloide colchicina. La pianta è velenosa in tutte le sue parti e in particolar modo nei semi e nel bulbo.

Come distinguerli? Importante è il periodo di fioritura. I Crocus, a differenza dei Colchici sono primaverili ma con qualche eccezione, come per esempio lo Zafferano ligure (Crocus ligusticus). I frutti dei Colchici maturano la primavera successiva.

Gli Zafferani sono piante bulbose (come i Colchici) che appartengono al genere Crocus e alla famiglia delle Iridacee. I pistilli dello Zafferano coltivato (Crocus sativus) sono quelli utilizzati nelle preparazioni culinarie.

In Emilia-Romagna tutte le specie selvatiche appartenenti al genere Crocus sono protette.

Ulteriore e definitivo elemento che differenzia i Crocus dai Colchici è da ricercare nella composizione degli organi sessuali. I Crocus hanno 3 stami (organi maschili) mentre i Colchici ne hanno sei. Insomma il sesso fa la differenza. 

 

Colchico portoghese - Colchicum lusitanum

 

 Colchico autunnaleColchicum autumnale

 

Colchico minore, C. alpino - Colchicum alpinum

Dimensioni minori e tepali con striature parallele

 

 Colchico autunnaleColchicum autumnale

Frutto avvolto dalle foglie in primavera

Confronto con alcune specie di Crocus. Il confronto diretto fra generi e specie che si assomigliano allena all’osservazione, talora di caratteri minimi ma significativi ai fini della determinazione. 

 

Zafferano neglettoCrocus neglectus

Notare la forma del pistillo, organo femminile al centro, circondato da 3 stami (organo maschile)

 

Zafferano selvaticoCrocus biflorus

In questa foto e nelle due successive notare sempre un pistillo più o meno sfrangiato al centro e tre stami

 

Zafferano di Toscana Crocus etruscus

 

 

Zafferano ligureCrocus ligusticus

Tra i pochi zafferani a fioritura autunnale

BELLADONNA 

La Belladonna (Atropa belladonna) è una pianta della famiglia delle Solanacee. Si trova nelle schiarite boschive e nei cedui soprattutto nella fascia delle faggete. In autunno insieme agli ultimi fiori violacei maturano le bacche, nere e lucenti di circa 1,5 cm di diametro. Queste bacche attraenti non sono però grossi mirtilli. L’alcaloide atropina provoca la dilatazione delle pupille (midriasi) e il principio attivo viene utilizzato in oculistica. Ma il complesso degli alcaloidi svolge un’azione allucinatoria, ipnotica e depressiva che può portare fino al delirio e alla paralisi respiratoria. Poche bacche possono costituire una dose letale. E del resto Atropa nella mitologia greca aveva il compito di recidere il filo della vita dei mortali. Attenzione quindi a non farsi incantare da questa perfida Belladonna!

Come si vede dalle foto nello stesso momento è possibile osservare su una pianta sia fiori che frutti verdi e frutti maturi. 

 

BelladonnaAtropa belladonna

Fiori e frutti

 

BelladonnaAtropa belladonna

Frutti maturi e verdi

 

 

 

 

Tags: natour biowatching, biowatching , flora, veleni, piante velenose