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Riconoscere gli alberi in inverno

Foto di Arianna Mugnari

Imparare a riconoscere gli alberi è una questione di abitudine, è come ricordare le fattezze degli amici più cari.

Ai primi incontri serve tanta pratica e un pizzico di memoria, meglio se guidate da un occhio esperto che concentri la vostra attenzione sui dettagli peculiari delle diverse specie, ma poi diventa un’abitudine, per l’appunto. Acquisite le conoscenze di base, basta uno sguardo d’insieme e ogni volta che vi ritroverete di fronte ad un albero sarà davvero come ritrovare un vecchio amico.
Sono tante le caratteristiche a cui fare riferimento. A un primo sguardo, le dimensioni e la forma delle foglie sono di solito quelle più evidenti e più facili da memorizzare per chi è alle prime armi, ma ci sono tanti altri caratteri che possono aiutarci.
D’inverno, infatti, saper riconoscere un carpino o un frassino dalle foglie sarà di scarsa utilità, in quanto ovviamente in questo periodo dell’anno ne sono privi.
Cosa possiamo guardare, allora?

La prima cosa da tenere a mente: l’AMBIENTE.
Proprio come noi, ogni specie ha le sue esigenze. C’è chi preferisce posti assolati e chi ama l’ombra, chi si trova bene ad alta quota e a chi piace vivere in pianura, chi si stabilisce su terreni rocciosi e chi lungo le sponde di un torrente. Quindi, il primo passo è guardarsi attorno. Osservate in che tipologia di ambiente vi trovate e sarete già a metà dell’opera. Ad esempio, difficilmente ci immaginiamo un castagno in alta montagna o un faggio in pianura, giusto?

Il carattere più importante: le GEMME.
Dimensioni, forma e colore variano molto tra una pianta e l’altra. Non è semplice ricordarle, molte si somigliano per un occhio poco allenato, ma se imparate a distinguerle, riconoscere gli alberi in inverno non sarà più così complicato! Bisogna innanzitutto partire da quelle più particolari, più semplici da tenere a mente.

Prendiamo quelle del frassino maggiore (Fraxinus excelsior): abbiamo una gemma centrale più grande e due più piccoline ai lati, tutte nerissime e opache.

Anche qui serve un po’ di pratica, il consiglio è quello di fare un “erbario” un po’ stravagante... al posto di foglie e rametti, raccogliete le gemme!

Cosa manca? Non dimentichiamoci della CORTECCIA.
Liscia, rugosa, con scanalature, a placche, con lenticelle orizzontali: c’è davvero una grande varietà di cortecce e sono tutte affascinanti quanto uniche.
Nonostante questo carattere non sia sufficiente per determinare con certezza la specie che ci si trova di fronte, osservare e toccare la corteccia può essere un ottimo aiuto.
Ad esempio, se ne pensate una grigio chiaro, liscia al tatto, con striature orizzontali più scure e macchioline biancastre tondeggianti, cosa vi viene in mente?

Certo, è un bellissimo faggio (Fagus sylvatica)! Quando la si conosce, è davvero impossibile dimenticarla... Tuttavia, può capitare di confonderla con quella di alcuni alberi, come l’acero o il carpino, soprattutto nelle forme giovanili.

Ultima cosa, ma non meno importante: GUARDARE A TERRA.
Sembra banale, ma se avete imparato a riconoscere foglie, fiori o frutti, queste nozioni non sono totalmente inutili nella stagione invernale, anzi! Abbassate lo sguardo, sicuramente sotto al vostro albero troverete qualche indizio utile... ma attenzione a non far confusione con le piante vicine!

Ora che vi abbiamo dato qualche dritta per riconoscere gli alberi in inverno, tocca a voi! Camminate in un bosco, osservate, tastate, fotografate, fate le vostre ipotesi e poi a casa o sul posto scoprite se avete indovinato. Se non sapete dove trovare tutte queste informazioni, vi consigliamo di acquistare una guida completa da portare sempre nelle zaino.
Oppure potete seguire i nostri aggiornamenti perché a breve inizieremo una guida pratica e semplice al riconoscimento delle cortecce degli alberi.

Buona fortuna!

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