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In bocca al lupo, viva il lupo

Attenti ai depistaggi della paura.

La notizia è di poco tempo fa: "Lupo impiccato, patteggiano i tre imputati". Il fatto è avvenuto a Coriano, in provincia di Rimini, dove un lupo è stato prima avvelenato poi massacrato a colpi di bastone e, infine, infilzato con un forcone e appeso a una pensilina del bus della cittadina romagnola. I colpevoli però sono stati scoperti e denunciati e hanno patteggiato la pena a quasi due anni di reclusione per uccisione di animale, furto venatorio e macellazione abusiva. Al di là delle leggi che prevedono pene troppo leggere per reati di questa gravità, il fatto che i colpevoli siano stati individuati e condannati fa sperare in un'inversione di tendenza delle fakes news che circolano nei confronti del lupo. La non conoscenza della natura che affligge la cultura italiana sostiene purtroppo più le fantasie e le leggende che non le corrette informazioni scientifiche. La paura nei confronti del lupo è senza fondamento, perché gli animali selvatici come il lupo (a differenza dei domestici) non attaccano gli umani, ma fuggono via appena avvertono la presenza umana. Non si ricorda di un caso di attacco del lupo a un uomo (a differenza dei tanti casi di attacchi da parte di cani) dai tempi medioevali quando esisteva ancora la rabbia.

Invece un pericolo per chi gira nei boschi esiste. A tutt'oggi, dicembre 2019, nel silenzio assodante dei grandi giornali e televisioni, secondo i dati raccolti dall "Associazione Vittime della Caccia" le vittime di spari ad opera di cacciatori ammontano a 13 morti e 43 feriti, per un totale di 56 persone colpite. Si, un'enormità. È anche il risultato della legge Acerbo, risalente al periodo fascista, che introdusse in Italia il permesso di entrare senza alcuna autorizzazione nei terreni agricoli di altrui proprietà (art. 842 del CC) per "abituare il popolo all'uso delle armi". Cioè, attualmente, il territorio è tutto cacciabile a eccezione delle oasi. È alto quindi il rischio per chi si muove a cercar funghi o a passeggiare in natura per fare biowatching ed è pericoloso anche per gli stessi cacciatori. Cosa diversa sarebbe se fosse passato il referendum del 1989-90 in cui si chiedeva di abolire questa assurdità in modo che tutto il territorio fosse dichiarato protetto, eccetto le zone di caccia che, in tal modo, sarebbero state definite territorialmente e gestite in modo controllato. Ma per gli interessi economici armieristico-venatori e, anche per molti media, è meglio depistare sulla paura del lupo. 

Di Francesco Mezzatesta.

Tags: natura,, lupo,, uccisione lupo,, protezione animali,, coriano,, caccia,